Andare in pensione prima dei 67 anni è possibile anche nel 2026, ma non è mai una scelta automatica. La pensione anticipata continua a rappresentare un’opportunità importante, a patto di conoscerne bene le regole, i requisiti contributivi e le conseguenze sull’assegno pensionistico futuro.
Nel 2026 la pensione anticipata “ordinaria” richiede un’anzianità contributiva precisa, indipendente dall’età anagrafica:
• 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini
• 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne
A questi requisiti si aggiungono le finestre di decorrenza previste dalla normativa e la necessità di verificare con attenzione la posizione assicurativa INPS. Bastano pochi mesi mancanti, contributi non correttamente accreditati o periodi lavorativi non riconosciuti per far slittare l’uscita e cambiare completamente i tempi.
Accanto alla pensione anticipata ordinaria esistono altri canali di uscita, legati allo svolgimento di lavori gravosi o usuranti, a condizioni di salute, a situazioni di particolare fragilità o a tutele specifiche previste dalla legge. Ogni percorso ha regole proprie, spesso poco conosciute, e richiede una valutazione personalizzata.
Arrivare preparato significa non scegliere “al buio”. Significa controllare per tempo la tua storia contributiva, valutare se conviene riscattare periodi, sanare eventuali buchi o attendere l’uscita più favorevole. Perché la pensione non riguarda solo quando smetti di lavorare, ma come vivrai quella scelta nel tempo.
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